Ricordo benissimo l’estate del 2001. Frequentavo il bar, e la sera passava fra le chiacchiere alle panchine di piazza della chiesa a Perignano. E’ in quel periodo che ho conosciuto Irene Campinotti, che per prima mi ha coinvolto nel progetto Pinokkio, “Quellochenoncera”. Il primo impatto con quella casa, da sempre abbandonata a se stessa, è stato forte, mi ha fatto capire un po’ di cose. E sarebbe stato solo l’inizio. Quella casa si risvegliava, grazie alla voglia di fare, alla voglia di cercarsi e farsi spazio, alla voglia di comunicare. Con grinta e con unione abbiamo dato nuovo colore al nostro nuovo spazio di confronto: abbiamo imbiancato, pulito il giardino, arredato le stanze come meglio potevamo, raccogliendo divani e mobili vecchi, ma ancora buoni. E poi è arrivata la luce, e poi l’acqua corrente. Ricordo le domeniche passate a cantare accompagnati da una chitarra, le discussioni su temi importanti, come il G8 o le emozioni, come il perdono e il rancore, a riflettere su un libro, a studiare insieme, a dividerci i compiti per mettere su piccole attività paesane, come la fiera o il carnevale, le grandi pulizie e le grandi cene, le grandi risate.
Insieme ci siamo costruiti e siamo cresciuti grazie al confronto sia durante le riunioni che durante i lavori che durante le attività. Ognuno a messo in gioco se stesso aprendosi alla discussione: è proprio questo confronto continuo con persone diverse da me, che mi ha permesso di essere quello che sono. Quest’esperienza mi ha educato alla comprensione, alla condivisione, al rispetto, all’apertura mentale, e alla voglia di costruire. Naturalmente ci sono stati periodi più difficili, dove la discussione si trasformava in litigio o rabbia, in scontro. Ma sono stati momenti fondamentali anche quelli per capirci meglio e per conoscerci meglio. Spero che sia possibile anche per altri ragazzi raccogliere quello che ho raccolto io, e ancora di più e in modo più vario, da quella casa in Via Risorgimento numero 1. Spero che sia ancora la voglia di farsi sentire e la voglia di conoscere l’altro e se stesso a vivere in quella casa.
[N.B. Questa testimonianza è stata inviata tramite e-mail dall'Uganda dall'autrice per essere utilizzata nell'ambito del progetto Giovani Narrazioni per raccontare la storia del CSA Pinokkio]

