Voci di donna tra Otto e Novecento nelle carte dell’Archivio di Stato di Bologna

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8 marzo: Festa della Donna. Più passano gli anni e più mi rendo conto che la famosa "festa della donna" è nient'altro che un'occasione per molte donne della mia generazione e non, per ribadire il concetto maschilista del "sesso debole".

In questo giorno, orde di donne, concedetemelo, incazzate nere col mondo misogino che le circonda, ribadiscono gli assurdi riti che sempre di più credo siano stati inventati proprio dagli uomini: decana preparazione con diete e cerette ed altre pratiche di violenza auto infilitta; ore passate davanti all'armadio col dubbio amletico  del "cosa mi metto?"; cena di gruppo in stile prima comunione; entrata in discoteca (ovviamente omaggio, perché, si sa, più donne ci sono, più eunuchi col quoziente intellettivo di un bradipo tramortito - comunemente donominati "uomini"- fanno la fila per entrare nel locale che vanta più donne!).

Una logica alternativa a tali riti barbarici è quella di andare in uno dei molti musei e centri di cultura italiani che per l'8 marzo 2011 organizza una giornata dedicata alle donne, non solo come muse ispiratrici ma anche come grandi personaggi di cultura e produttrici d'arte. Perché l'obiettivo della festa della donna è celebrare l'importanza e la grandezza delle donne nella storia di tutto il mondo.

L'archivio di Stato di Bologna, ad esempio, propone un'interessante iniziativa che valorizza il ruolo della donna nella società tra Ottocento e Novecento, attraverso l'esposizione di una serie di documenti d'archivio. Le donne che parlano attraverso tali documenti sono state nell'ombra di grandi uomini, autrici di importanti carteggi personali e di opere poetico- letterarie. La mostra, dal titolo "Scritture al femminile" si svolgerà l'8 e il 9 marzo 2011.